Isola di Lampedusa

Perla del Mare 2019 #Plasticfree

Quest’anno , Perla del Mare diventa #Plasticfree.

La nostra barca dal 2019, sarà molto più attenta all’ambiente e ai problemi ingenerati alla flora e alla fauna marina dall’uso indiscriminato della plastica usa e getta.

Come tutti, negli anni andati , all’ora di pranzo gli alimenti e le bevande, venivano serviti in contenitori di plastica monouso che alla fine del pasto , venivano raccolti in sacchi e al rientro in porto dall’escursione, gettati nei cassonetti. Ma noi Lampedusani, con il mare ci viviamo nel vero senso della parola.

Pranzo a bordo

Sia che facciamo i pescatori, sia che si lavori con il turismo, il mare rappresenta per noi l’elemento imprescindibile, dal quale dipende la nostra sopravvivenza su questo scoglio chiamato Lampedusa.

Per questo, è giusto cominciare a preoccuparci , nel nostro piccolo, della sua salute

A pranzo niente plastica

Abbiamo quindi sostituito tutta la plastica legata al servizio ristorazione, con stoviglie tradizionali. Ovviamente, la logistica del momento conviviale è cambiata . Il piatto e il bicchiere diventano “personali” ma con un po’ di inventiva e di buona volontà anche da parte dei nostri ospiti, la cosa ha preso il via ed è bello tornare a terra senza i sacchi neri pieni di immondizia.

Ogni ospite tiene in mano il suo piatto per la durata del pranzo , mentre per i bicchieri è stata costruita una “rastrelliera” numerata . In ogni alloggiamento trova posto il bicchiere e ognuno deve solo tenere a mente il suo numero per tutta la giornata

Tra il ns amico Andrea e il Capitano vediamo le nuove stoviglie #PlasticFree

Abbiamo visto che la cosa è stata accettata di buon grado dalla nostra clientela e questo ci ha rafforzato nella convinzione di essere sulla strada giusta.

La Plastica uccide il mare

Sappiamo perfettamente quanti danni possa creare un oggetto di plastica abbandonato nell’ambiente. Il tempo di decomposizione è biblico e va dai 100 ai 1000 anni. Addiritura , una bottiglia di plastica , nemmeno si decompone completamente. Ed in mare è ancora peggio.

La plastica decomponendosi si trasforma in microplastica, viene ingerita dalle specie marine che nella migliore delle ipotesi si ammalano e muoiono. Ad esempio, molti esemplari di testuggine Caretta Caretta in difficoltà , una volta soccorsi e operati hanno rivelato consistenti quantità di plastica nello stomaco.

Esemplare di Caretta Caretta soccorsa dal nostro Capitano durante una escursione ed affidata al Centro Soccorso Tartarughe Marine di Lampedusa

Se invece la fauna marina non muore ma viene pescata, entra nel nostro circolo alimentare e diventiamo noi stessi, consumatori della plastica che abbiamo prodotto .

Per questo dobbiamo ridurne il consumo e non dobbiamo assolutamente abbandonarla in giro. Sulla nostra isola, il vento porta tutto irrimediabilmete in mare trasformandolo in una enorme discarica.

Perla del Mare vuole invece che il suo mare si conservi cosi come è stato creato , per consentirci la sussistenza e per goderne perennemente della sua bellezza.

Tramoto verso Capo Ponente

Balene a Lampedusa

Avvistamento Balene a Lampedusa

Noi lampedusani una volta le chiamavamo Argananti.

Il resto del mondo le conosce col nome scientifico di balaenoptera physalus o meglio ancora come balenottera comune.

Proporzione tra uomo e
balaenoptera physalus

Anche quest’anno , abbiamo potuto udire il canto di questi Giganti del Mare . Tra Febbraio ed Aprile, queste straordinarie creature sono solite avvicinarsi alle coste dell’isola di Lampedusa per nutrirsi di piccoli pesci, krill e plancton, proliferati dalla favorevole temperatura marina.

Fanno rotta poi, verso il famoso Pelagos , il Santuario per Mammiferi Marini.
La specie che nel corso della sua migrazione si avvicina alla nostra isola può raggiungere i 26 metri di lunghezza e i 70.000 kg di peso.

Balaenoptera Physalus

E’ un cetaceo ( ne esistono 85 specie ) che si muove in piccoli gruppi raramente superiori alle sette unità ed ha bisogno quotidianamente di oltre 2 tonnellate di cibo per individuo.

Una caratteristica interessante dei Cetacei, è la loro divisione in due sottogruppi: quello degli Odontoceti, cioè quelli forniti di denti e quello dei Misticeti ,  che al posto dei denti, hanno i fanoni, tessuto corneo a frange che viene utilizzato come filtro dell’acqua marina per trattenere plancton o piccoli crostacei.

Cetacei Odontoceti avvistati dal nostro Capitano

C’è un po’ di confusione tra balene e balenottere appartenenti al secondo sottogruppo e i capodogli, che raggiungono anch’essi dimensioni ragguardevoli ma sono nel gruppo degli odontoceti: quindi forse dalla confusione sulle dimensioni sono nate le imprecisioni sulle balene “carnivore”.

Seppure somiglianti ai pesci basterebbe guardare la loro pinna caudale per accorgersi della prima differenza con questi: balene, delfini, orche etc, hanno la pinna della coda orizzontale rispetto al corpo.

I pesci hanno la pinna verticale e le branchie mentre le balene hanno polmoni.

Ma soprattutto, le balene hanno una organizzazione sociale, comunicazioni fra i gruppi e comportamenti che raccontano di animali assolutamente evoluti.

Come detto, la loro presenza è legata alla temperatura del mare,.

Balene a Lampedusa

Per questo, di anno in anno, possono esserci significative variazioni nel numero degli esemplari e nella distanza che essi tengono dalla costa.

Oggi, a causa delle attività umane, la balenottera comune è considerata ad alto rischio di estinzione il che rende la vista di queste spettacolari creature ancora più emozionante ed unica.


Perla del Mare ricorda che il mare e le sue creature sono un bene comune da preservare e che il nostro benessere su questo pianeta è indissolubilmente legato al suo stato di salute.

Un ospite a bordo di Perla del Mare

Durante l’odierna escursione, i nostri clienti hanno avuto la splendida opportunità di condividere la crociera con un ospite insolito a bordo,  un bellissimo esemplare di

CARETTA CARETTA

la tartaruga marina, simbolo delle isole Pelage. L’anfibio è stato raccolto perchè in evidente stato di difficoltà e consegnato nelle sapiente e amorevoli mani di Daniela del centro recupero tartarughe marine dell’isola di Lampedusa.

Un piccolo aiuto da parte di Perla del Mare a questa specie che è a rischio estinzione nel bacino del Mediterraneo.

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